venerdì 22 maggio 2026

PENNAVAIRESECRETSPOT - La passione di Dinda

Nell’alta val Pennavaire continuano a nascere nuove linee, alcune vanno ad ampliare falesie esistenti altre a dar vita a nuovi spot. 

Questi parchi gioco esistono grazie al lavoro di un uomo con il cuore di un ragazzino, che continua a sentire dentro di se bruciare quell'inesauribile sentimento della PASSIONE.

Lo stralcio dell’articolo che ho riportato qui di seguito, comparso su Appennino del 4 ottobre 2014, è opera di un altro amico, che come Dinda è malato dello stesso sentimento, ed in queste righe descrive perfettamente lo stato d’animo e il personaggio:

Dinda (Ph by A.Gallo)

…”Se parliamo di passione, mi piace ricordare un amico che per “volume” di tal virtù è, a torto, poco conosciuto. La passione è un qualcosa che ti rapisce e a cui diventi devoto senza accorgertene. Passano gli anni ma lei rimane inalterata sempre giovane e potente più che mai. È un qualcosa che ti fa star bene, talvolta è gioia altre dolore ma sempre, non ne puoi fare a meno. Andrea Bisio ha sicuramente trovato la sua passione: la roccia. Definirlo climber, anche se scala forte, non è corretto. Dinda, come lo chiamano tutti, non solo la roccia la scala ma in un certo qual modo la disegna. Lui le vie sportive le “vede”, le chioda e poi le scala. Immaginatevi di avere la passione per arrampicare, di essere anche bravi ma di essere un po’ stufi dei soliti posti, perché sino ad allora (fine anni ’90) nella Liguria di ponente praticamente esisteva solo Finale. E così un giorno, dopo che per allenamento avevate ripetuto, in giornata, per la 20esima volta Dolce tabù a Cucco, decidete che è l’ora di provarci. Poco oltre Finale c’è una valle, la Pennavaire, dove è già stato chiodato qualche tiro (all’antro di Castelbianco e al Bauso di Veravo) ma potrebbe esserci un buon potenziale di espansione. È qui che Dinda prima per gioco si è improvvisato chiodatore e poi per passione è diventato uno dei più prolfici e bravi d’Italia. In Valpennavaire lo stile di arrampicata è per lo più atletico perché i muri sono al di là della verticale. La roccia, pur essendo sempre calcare, non è come quella di Finale e richiede un enorme impegno di pulizia e sistemazione prima di essere pronta per la scalata. Chiodare tiri in forte strapiombo con queste caratteristiche è tecnicamente impegnativo e, oltre alla pazienza, bisogna avere un gran spirito di abnegazione per riuscire. Se lo fai poi solo nel tempo libero, dopo il lavoro, trovandoti tutti i sabati e le domeniche mattine ad andare su e giù con la jumar da oltre 10 anni significa che sei “malato”. Si, sei affetto da un’inguaribile malattia che si chiama roccia, arrampicata, linea, gesto e altro ancora. 

La Valpennavaire oggi conta più di 2.000 vie sportive, in una moltitudine di falesie in giro per la valle e le difficoltà raggiungono anche i massimi livelli. L’intera economia della valle è stata rivoluzionata dall’opera creativa di Dinda. I bar alla sera sono pieni, le vecchie stalle sono diventate dei B&B che ospitano una moltitudine di climber provenienti da tutto il mondo e hanno aperto anche un negozio specializzato. La valle oggi è diventata il terzo polo di arrampicata in Italia, per numero di itinerari e frequentazione, dietro solo Arco e Finale ed è ancora in espansione!
Emanuele Camera”

Di seguito alcune foto che illustrano alcuni particolari di tre cantieri secretspot in espansione e sviluppo sempre made in Dinda.









BUONA SCALA A TUTTI!

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