venerdì 7 febbraio 2025

SICILIA - A San Vito lo Capo con ansia




Quest’anno abbiamo deciso di cominciare l’anno arrampicando sulle bellissime falesie siciliane di San Vito lo Capo, località che portiamo nel cuore e frequentiamo da parecchi anni.



Le scogliera di Salinella lunga parecchi chilometri, Monte Monaco e tutte le altre pareti di bellissimo calcare negli anni trasformate in falesie dove centinaia  di Climbers hanno messo mano negli anni chiodando tantissime vie, al momento se ne contano più di 1200.



La bellezza di poter arrampicare a pochi metri dal mare in un paesaggio unico e meraviglioso purtroppo ha un rovescio della medaglia molto pericoloso: corrosione dovuta alla salsedine. Chi ha cominciato a chiodare le prime linee e poi tutti quelli che sono seguiti negli anni, non hanno immaginato che la salsedine potesse in breve tempo corrodere i fittoni artigianali o gli spit, non si sono posti il problema perché forse allora non si pensava (o non si era a conoscenza) che su determinati acciai la corrosione potesse provocare danni così devastanti.


Sosta molto artigianale

Sosta su due punti entrambi precari

Sosta discreta ma sue punti scollegati


Purtroppo la situazione è piuttosto precaria in diversi settori della lunga scogliera di Salinella e non solo, ormai non è un più mistero per nessuno, è evidente agli occhi di tutti che la situazione sta degenerando. Durante la nostra lunga vacanza abbiamo arrampicato in quasi tutti i settori e abbiamo trovato molte piastrine e fittoni aggrediti da tacche di ruggine e purtroppo è solo quello che si vede alla luce del sole, ma quel che preoccupa di più è la parte invisibile, quella nella parte che è dentro la roccia, dove nessuno può sapere quanto sia avanzato lo stato di corrosione. 

La chiodatura della maggior parte delle vie risale a più di vent’anni fa, fatta per lo più con fittoni ricavati in modo artigianale ritorcendo una filo d’acciaio (?) di 6 o 8 mm e le soste sono fatte con altrettanti mezzi artigianali e spesso con un solo punto di ancoraggio a cui, in alcune situazioni, è stato affiancata in seguito, senza alcun criterio, una piastrina con falsa maglia.

Circa tre anni fa sono state richiodate alcune linee con fix di acciaio inox nelle vicinanze del campeggio, sono state sostituite alcune vecchie soste qua e là dove erano più pericolose, e alcune vie sono state già chiodate utilizzando fittoni e resine adeguati, ma possiamo comunque dire che circa il 60% delle vie, da noi arrampicare, sono in condizioni di avanzato degrado.

Locandina dell'iniziativa appese in falesia


Da non molto però, è partita un’iniziativa (privata?) di raccolta fondi REBOLT SAN VITO LO CAPO 2025 in collaborazione con "S.V. CLIMBING" & LA "CLIMBING HOUSE" per la riqualifica di questo bellissimo sito di scalata, trovate tutte le spiegazioni ed i responsabili per questa iniziativa in questo link: REBOLT SAN VITO LO CAPO 2025.

di seguito alcuni dettagli del progetto:

..."OBIETTIVI E TRAGUARDI DEL PROGETTO
L'obiettivo del progetto è quello di mantenere San Vito completamente sicura per la comunità globale di oltre 5.000 alpinisti all'anno provenienti da Polonia, Germania, Inghilterra, Italia, Repubblica Ceca, Austria, Svizzera, America, Australia e Francia, utilizzando il titanio per il rafforzamento e il ripristino delle vie più utilizzate e popolari a San Vito Lo Capo, tra cui Grotta Calamanchina, Grotta dei Santi, Portella delle Vacche ecc...
La costruzione sarà realizzata con l'assistenza delle guide alpine ufficiali siciliane, Mirto Monaco (https://www.alpineguidesitaly.com/mirto-monaco/) e Marco Puleo (www.guidaalpinasicilia.com); Il lavoro dettagliato e tecnicamente difficile prevede non solo la richiodatura nuova o parziale, ma anche la rimozione di rocce, chiodi arrugginiti, detriti e l'assicurazione contro il futuro deterioramento delle "prese" causato dalla vicinanza al mare."

Nella speranza che l'iniziativa per la riqualificazione di una così bella location per la scalata venga presto messa in atto (si parla di Marzo/Aprile 2025) e le falesie tornino in condizioni di sicurezza, ricordiamo a tutti che l’arrampicata è uno sport potenzialmente pericoloso, e che si rimanda all’arrampicatore stesso il giudizio di fattibilità del percorso scelto per la sua performance.



BUONA SCALATA ATUTTI !

4 commenti:

  1. Ciao Alessio. Ma quale è il problema della (bellissima) sosta su due punti non collegati, con attrezzatura da armo Boltproducts? Visto che si parla di informazione, in molti altri stati (tranne che in Italia), la sosta su due punti non collegati è ritenuta da tempo la migliore in termini di sicurezza e costo (sia di realizzazione che di manutenzione). Questa sosta è l'unica che garantisce il passaggio "vero" della corda su 2 punti. La classica sosta che tutti trovano in falesia, quella con 2 punti collegati da catena e poi moschettone (o anello) alla fine, garantisce il passaggio della corda in UN SOLO PUNTO, il moschettone o l'anello. Se si rompe l'anello o il moschettone in cui passa la corda, non ci sono speranze (cosa peraltro già accaduta). Quindi sarebbe bello che si ragionasse su queste cose in maniera seria, una volta per tutte. Se poi si vuole dire che le soste con catena sono più comode, questa è un'altra cosa. Ma dire che una sosta non è sicura perchè non è collegata da nulla non è una cosa vera, anzi, è falso. L'unica sosta orribile mostrata nelle tue figure è quella in cui sono stati mischiati acciaio inox e ferro, e se vogliamo parlare chiaro, molti chiodatori finalesi continuano a mischiare inox con ferro, ignorando il grave problema delle correnti galvaniche, che causa deperimento prima del ferro e poi dell'inox, come esattamente rappresentato nella sosta ruggine, problema reso a volte più grave da condizioni locali tipicamente legate alla prossimità col mare. Ciao.

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    1. Ciao Umberto, il problema che ho cercato di mettere in evidenza è la corrosione dei punti di ancoraggio sulla maggior parte delle vie che ho riscontrato nelle falesie di San Vito è dintorni. Per quanto riguarda le soste posso essere d’accordo con te, ma purtroppo ho visto tantissimi Climbers incapaci di fare una manovra ben fatta per la calata, la maggior parte si assicura con un rinvio e si slega per far passare la corda nella sosta e se i punti di sosta sono separati rimane su un punto solo di assicurazione. Sono anch’io contrario al moschettone in sosta mentre l’anello lo considero tra i più sicuro specialmente se privo di saldatura. La sosta a cui tu ti riferisci è discreta per le calate ma non per le moulinette perché la corda sfregando sempre nello stesso punto consuma l’anciraggio (cosa che non succede nell’anello che continua a ruotare).
      Ho anche trovato Spit di acciaio inox 304 fissati con tasselli anodizzati che, come dici tu, vengono intaccati dalle correnti galvaniche. Quindi diciamo che il mio post vuol essere un avviso ⚠️ per chi si reca da quelle parti a scalare, fino a quando non avranno fatto i lavori di restyling.

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    2. Hai fatto bene, ci mancherebbe. Più se ne parla più gente capisce. Io però resto dell'idea che chi arrampica la manovra la deve sapere fare, senza se e senza ma. La sosta a cui mi riferivo è perfettibile: quelle che sono state messe al tempio del vento sono perfette. L'anello è sopra, ed è sostituibile, 10x35 inox 316L con maillon dello stesso materiale, e l'anello sotto non si consuma mai, praticamente in asse con il punto sopra. Fare moulinette su queste soste è facile e possibile, e la si può fare anche senza usare il materiale di sosta. E su 2 anelli 10x35 fare manovra è semplicissimo, se si vuole stare su 2 punti si usano 2 rinvii. Ci sono moltissimi video dove viene mostrato come fare moulinette su soste non unite, come fare la manovra su soste non unite. Abbassare il livello di sicurezza solo perchè non si conosce la manovra è come fare scarpe senza stringhe perchè non si è capaci di allacciarle, non ha senso. Le soste senza catena tutte inox con 2 anelli e 2 maillon costano la metà, durano il dopppio, e quando un anello è consumato, lo si sostituisce. Questo il mio pensiero. Buona notte.

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    3. Ciao, grazie delle informazioni. Il tema della sicurezza delle soste è annoso. C'è chi pensa che dipenda dalla sosta, chi pensa che dipenda dalla sosta accoppiata alla competenza del climber. Personalmente credo che adeguare le strutture al più incapace tenda a rendere tutti più stupidi perché poco stimolati a ragionare. In ogni caso tempo fa misi una sosta su due punti scollegati ma i cui due anelli di calata erano vicini in quanto uno dei due allungato con catena, in modo da poterli unire con un proprio moscettone agilmente per la manovra. Mi son sentito dire che la gente non capisce come usarla. Da allora .. punti scollegati e via, e chi non sa fare si informi. Saluti

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