venerdì 2 dicembre 2016

ROC PENNAVAIRE - News

A tutti gli iscritti dell'Associazione:
Come sapete, la Valle la scorsa settimana ha subito una feroce alluvione, diverse piccole imprese locali sono state gravemente danneggiate, ma la volontà e lo spirito di rialzarsi non è mancato.

E così anche per noi, che ci siamo dati da fare a monitorato la zona proprio in quei disastrosi giorni per capire che impatto vi era sulle falesie.

Per nostra  - e vostra – fortuna  non vi sono stati danni o cedimenti, ed il bel tempo e vento secco di questi giorni ha fatto asciugare di molto: Terminal, Galera, Euskal, Basura sono pressoché asciutte. Quindi visto che il ponte dell’8 è alle porte …ci sentiamo di dire …venite tranquilli che il divertimento sarà come sempre assicurato!!!!!!!!!!!!!!!

Ne abbiamo approfittato anche per fare opere di manutenzione, cambiando molti moschettoni di sosta delle vie del Terminal.

 

 


giovedì 1 dicembre 2016

FINALE - Lo specchio di Montesordo

Quando arriviamo a parcheggiare nella valle il termometro segna 6 °C, in cielo neanche una nuvola, niente vento e le pareti di Montesordo sono in pieno sole.
Helena Marongiu su "Il cammino di Isengard" 6a
 Non ci rimane che salire per goderci la bella giornata in compagnia degli amici di sempre.
Alla base della parete troviamo Ila e Helena due giovani climbers genovesi che formano una cordata frizzante e molto motivata.
Ilaria Cavaliere su "L'orchetto zotichetto" 6a+
Helena, che arrampica da soli 6 mesi, ha un progetto che vuole chiudere assolutamente, "Il cammino di Isengard" 6a, (una via storica datata marzo 1986 by L.Cordero e G.Sensibile), dopo un primo giro un po' titubante sul crux, riparte per un secondo giro bella carica, poi presa dall'agitazione pasticcia nuovamente sul passo ma le incitazioni dal basso e qualche consiglio gli danno la determinazione per arrivare in catena. 
BRAVA HELENA !!!  
Foto repertorio (Arh. LiguriaVerticale)

** a proposito di vie storiche, Tuxe il guru delle due pulzelle, domenica scorsa sempre a Montesordo ha salito la superplaccosa "Be Bop A Lula" 7b (datata 1988 by A.Chiappino e S.Repetto)

GRANDE TUXE !!!

lunedì 28 novembre 2016

FINALE - Davide Carena sale "Mamy avvista" 7c

Davide Carena su "Mamy avvista" 7c


Giornatona ieri per il 13enne climber genovese, che si aggiudica una delle più temute e meno ripetute vie del finalese, provata da tanti Top-Climber ma pochissimi se la sono portata a casa.

Chiodata nel dicembre 1985 da L.Castiglia e M.Viberti, la FA se la aggiudica il fortissimo Giovannino Massari nello stesso periodo e propone il grado di 7b+.
La Bibbia recita: ..."supera una placca strapiombante e buchetti con un duro passaggio"
Una, e forse unica AV, ad opera di un altro fortissimo: Alberto Gnerro, dopo di che rarissime ripetizioni e tante sconfitte.
La via passa nel dimenticatoio, forse anche i vecchi chiodi scoraggiano un po', una decina di anni fa il sottoscrito in compagnia di Azzurra Pruzzo e Paolo Franco, decidiamo di richiodarla per provare anche noi a salirla, ma torniamo con le pive nel sacco.
Intanto il mito di questa durissima sequenza si sparge per le vie del Borgo, si è incominciato a pensare che il grado proposto dal fortissimo Giova fosse un pochino stretto, e nell'ultima guida di Andre Gallo la gradazione è stata rettificata a 7c.
Ieri Davide ha dato un importante segnale di grande forma e determinazione, vista la giovanissima età, non lasciandosi scoraggiare e nonostante le condizioni non fossero perfette, l'ho visto scalare veramente bene e sicuro di se.
CHAPEAU DAVIDE !!!

Ma non era l'unico a caccia di vecchi e storici itinerari, poco a destra un'altra storica linea veniva salita da Laura Campera Red, si tratta di "Saltapicchio" 7a, una via chiodata nel maggio 1984 da A.Gallo e M.Lang , salita per la prima volta dal forte torinese Marco Bernardi.

Laura Campera su "Saltapicchio" 7a
Poco lontano, nel settore superiore alla Pancia dell'elefante, un'altro climber diversamente giovane ma sempre al top, Luca Biondi, ritorna con la mente al lontano marzo 1988 quando in compagnia del Colonnello Pietro Starnini avevano chiodato "Prima che il gallo canti" 7b, prima RP Andre Gallo, e la ri-sale dopo 25 anni.
Luca Blond Biondi

Altri due linee storiche salite ieri:
"Ti frugo nel frigo" 6c chiodata nel dicembre 1985 da L.Castiglia e M.Viberti

Chris su "Ti frugo nel frigo"
"Quo vadiz" 6b chiodata nel dicembre 1984 da G.Colombo e G.P.Turco
Stefano Pennestri su "Quo Vadiz" 6b
Comunque sia, quando si è a Rocca di Perti è impossibile non essere assaliti dalla voglia o dalla nostalgia di mettere le mani su queste magiche linee che hanno fatto la storia della Pietra del Finale e dei suoi  Finaleros.


giovedì 24 novembre 2016

FINALE - Rocca di Perti (Ombre blu) no big


Circa un anno fa, Elisabetta Caserini e Lorenzo Cavanna le Blumountain Guide Alpine di Finale Ligure hanno fatto un gran lavoro di pulizia, chodatura e ri-chiodatura del settore sinistro di Ombre blu, riportando alla luce vecchi ma bellissimi tiri passati da anni nel dimenticatoio, come "Muro del pianto" 5c chiodato nel lontano 1982 da F. Leardi e B. Blemonte o "Quo Vadiz" 6b di G. Colombo e G.P. Turco del 1984.



Hanno poi aggiunto al settore otto tiri nuovi dal 4c al 6c, tutti i tiri cono chiodati con fittoni resinati ed hanno un'ottima catena di calata.
Il settore è al sole dal mattino fino al tramonto ed è l'ideale per questa stagione, la roccia della Rocca di Perti è una delle più belle della Pietra del Finale ed asciuga molto velocemente.
Ecco l'elenco delle vie da sx a dx:
La flaca 6b+
(no name) 5b
(no name) 5c
(no name) 4c
(no name) 5c
(no name) 5b
(no name) 5b
Nevica molto 6c
Freezer 6a
Quo vadiz 6b
Kleines vergnugen 6a
Muro del pianto 5c (L.1)
Oceano 6a (L.1)

Il settore superiore a quello descritto è al momento work in progress 

**Un consiglio: non sottovalutate le vie, anche se di grado basso, la chiodatura a volte distanziata richiede molta attenzione.

martedì 22 novembre 2016

FINALE - una normale domenica a Cucco

Novembre, tutto coperto, il meteo mette pioggia in arrivo nel pomeriggio, dove vanno i finaleros? A Monte Cucco!
Claudia e Luca
Così partiamo in tarda mattinata alla volta della popolare falesia finalese, convinti di trovare un'alta concentrazione di Climber.
Ma non è così, pochissime macchine parcheggiate, il Fenia praticamente deserto. Ci incontriamo con una compagnia di nostalgici, che non rinuncerebbero mai a fare un paio di tiri anche se le condizioni sono pessime.
Io e Giraf
La cumpa è variegata sia per età che per livello, ma nessuno di noi ha velleità agonistiche, ci divertiamo a salire vecchi e facili tiri per un'arrampicata plasir e per godere della buona compagnia. 
Sto parlando di linee che hanno fatto comunque sturai nei lontani anni '80, come "Pigiama antigravitazinale" 5c, "Cala trinchetto" 6a+, "Zambarinik" 6b+ o "Ultima via" 6c, lunghezze facili ma mai banali e come dice il Giraf: ..."occhio che 6a Cucco!"
Poco lontano da noi, un altro storico Climber Luca Biondi che è alle prese con un altro storico tiro "Specchio per le allodole" 7b che realizzerà prima dell'arrivo della pioggia. 

Ferrari's family

Mentre nel settore della torre tutta la famiglia Ferrari è a fare il tifo per Francesca che sta salendo la sua prima via da prima "Luis" 3c.
Francesca su "Luis"
Francesco è nel settore del Fenia che si picchia con "Senza gemelli" 7a+  ma l'arrivo della pioggia lo costringerà alla ritirata.
Una normale giornata di metà novembre a Monte Cucco.


lunedì 21 novembre 2016

FINALE - Ombra (original) per Pietro

In un fine settimana con un meteo veramente capriccioso (per non dire di M), con una manciata di tentativi il fortissimo Climber genovese Pietro Biagini, ha salito la mitica e discussa "Ombra" 8b+ chiodata e liberata 30 fa da Andrea Gallo, seguendo fedelmente la sequenza di prese utilizzata nella prima salita e da pochi altri ripetitori. 
Questa salita fatta da un giovane sedicenne che si è conquistato la 3^ piazza aio mondiali in Cina, va a confermare, se ancora c'è ne fosse bisogno, che questi giovani cresciuti a pane e resina sono fortissimi anche sulla roccia.

**curiosita**
Da una discussione avuta con Andrea a proposito dei metodi utilizzati per salire la sua via:
..."La presa che si tiene con la destra a braccio teso, nel metodo facile, lanciando sempre a braccio steso come in sospensione verso sinistra, nel metodo originale va bloccata sotto il bacino e di lì inizia il duro, se fossero uguali farebbero tutti il metodo originale. Anche io avevo visto e provato il metodo a sinistra ma io volevo passare sul muro su quella sequenza di prese!"



giovedì 17 novembre 2016

PARCO R.N. DELL'ANTOLA - Ferrata Deanna-Orlandini

Biurca e il bivacco
Ieri abbiamo giocato in casa, siamo stati alle Rocche del Reopasso, una dorsale rocciosa (conglomerato) che si estende per circa un chilometro e divide le valli dei torrenti Vobbia e Seminella.
Questa cresta rocciosa è percorsa dalla via ferrata "Deanna-Orlandini"  attrezzata con cavi metallici per oltre il 60% dell'intera lunghezza (1000 metri circa di sviluppo) e si snoda tutta ad una quota tra gli 850 e 950 m.s.l.m., è percorribile tutto l'anno salvo condizioni climatiche avverse.
La Ci sulla parte verticale/strapiombante
L'abbiamo trovata molto divertente e in qualche punto anche impegnativa, non ha scalini per aiutarsi nemmeno nelle brevi parti strapiombanti, quindi consiglierei di affrontarla con la giusta attrezzatura ed una buona dimestichezza in materia di arrampicata (li se si cade ci si fa molto male, molto di più che nell'arrampicata sportiva!).
Il bivacco arroccato Città di Busalla
Io e la Ci l'abbiamo percorsa tranquillamente in un'ora e trenta fermandoci ad ammirare il bellissimo panorama che si gode durante tutta la traversata che si svolge principalmente in cresta, fermandoci anche nel simpaticissimo bivacco Città di Busalla arroccato poco sotto la cima nord del Biurca la cima più alta della dorsale, che si divide in due cime Nord e Sud.
l'accogliente interno del bivacco
Le altre cime sono l'Anchise (l'incudine, il nome dovuto alla sua forma)che è la prima che si incontra e La Carrega do Diao che è l'ultima che si sale dopo aver attraversato il divertente ponte tibetano.


Il ritorno si fa per la normale, ritornando verso la Biurca e poi si scende per tracce di sentiero seguendo il segnavia quadrato giallo (vuoto) che in circa 40' vi riporta al ridente paesino di Crocefieschi.
Crocefieschi
Un'altra bellissima giornata insieme in mezzo alla natura facendo quello che ci piace.